PokerStars il “bluff” non riesce: in 4 anni evasi 300 milioni di euro al Fisco italiano

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Un blitz della Finanza ha svelato il reato Pubblicato il 11 Marzo Ultima modifica 23 Giugno Trecento milioni di euro nascosti al Fisco italiano in quattro anni. Questa volta il «bluff» di Pokerstars, azienda leader del poker online in Italia e nel mondo, non è andato a buon fine. Pokerstars non ci sta e replica duramente in una nota, prima contestando «vivamente la posizione delle autorità italiane sul domicilio fiscale» e poi spiegando di aver «operato nel pieno rispetto delle leggi locali». Nel caso in cui non si trovasse un accordo, la società rischia il sequestro di beni o conti correnti. È stata la lunga indagine delle Fiamme Gialle a portare a galla, spiegano gli investigatori, il sistema illecito utilizzato da Pokerstars per evitare la tassazione italiana. Secondo quanto accertato dalla finanza, il marchio - di proprietà della Halfords Ltd, con sede nelle Isole Vergini - operava in Italia attraverso una società la Halfords Italy ltd, con sede a Roma che in realtà aveva solo ed esclusivamente compiti gestionali. In questo modo gli introiti venivano «dirottati» alle Isole Vergini evitando la scure del Fisco italiano. La società, che attualmente continua ad operare, ora rischia grosso e non è escluso che possa chiudere i battenti. Le verifiche sono in corso e contiamo di risolvere la causa in nostro favore».

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Questa tabella ha una funzione informativa e i concessionari sono mostrati a avvicendamento casuale. Al tempo giocava live in un circolo di Toronto. Sempre in base alla informazioni pubblicate dal WSJ, anche Stars avrebbe le proprie persone di fiducia a Washington: in avanti linea il deputato Richard Gephardt, ciascuno dei parlamentari più attivi per la legalizzazione del poker online a altezza federale. Devi accedere su Assopoker per condividere questo articolo Leggi di più.

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